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martedì 27 febbraio 2018

Recensione: "Le stagioni di Laura" - Giuse Boni



Titolo: 
"Le stagioni di Laura"

Autrice:
Giuse Boni

Editore:
Casa Editrice Kimerik



Noi rappresentiamo la nostra famiglia. Siamo una diramazione delle loro radici, che continua ad esistere e andare avanti nel mondo, portando con noi i loro ricordi, il loro passato, le loro scelte. Quelle radici che spesso dimentichiamo di avere e da cui ci allontaniamo, perché vogliamo contraddistinguerci ed essere diversi, unici e speciali.
Fino a quando non ci rendiamo conto che per essere veramente noi stessi e capire chi siamo, dobbiamo voltarci indietro e osservare il passato, che inevitabilmente influenza le nostre scelte, il nostro carattere, il nostro essere.
Possiamo capire il presente solo se ci impegniamo a comprendere il passato e per capire la storia e la vita di Laura, non possiamo far altro che tornare indietro nel tempo e conoscere la sua famiglia d'origine. Una famiglia che ha segnato profondamente la vita della protagonista e del romanzo stesso.
Laura vive a Genova, ha due figli ed è sposata ad un uomo insoddisfatto di sé, della sua vita lavorativa e familiare. Un uomo irrequieto sentimentalmente e lavorativamente, tanto da portarlo a viaggiare spesso per lavoro, portando con sé la moglie e i figli, facendo conoscere loro altri paesi, altre culture e realtà sociali ecc.
Ma Laura è sensibile, orgogliosa, ha un forte senso della giustizia, ma è insoddisfatta, disillusa, malinconica e smarrita. La sua esistenza non è proprio come la desiderava, i sogni si sono infranti di fronte alla realtà della vita. Da piccola ha risentito della mancanza di affetto, coccole e tenerezze che la madre le ha negato, influenzando in questo modo la sua figura di donna.

Ma cosa leggi nei miei occhi, di me, della mia vita, chi sono e non quello che sembro, vedi il mare dei miei desideri, l'oceano nel quale mi piacerebbe vivere, libero da costrizioni, scevro di tutte le imposizioni sociali e morali nelle quali sono imprigionata?”

Per questo dobbiamo fare un salto indietro nel tempo e scoprire le sue radici, strettamente legate a quelle della famiglia Cossu, di origine sarda, costretta a emigrare a Genova per problemi economici e...da qui il romanzo inzia e prende vita.
Una saga familiare che ha il sapore dei racconti dei nonni, di storie lontane, fantastiche, storie di altre epoche. Amori, malattie, sofferenze, emigrazione, lavori, matrimoni sono gli ingredienti che, sapientemente mescolati, ci regalano un romanzo bello, intenso e delicato.
Pagina dopo pagina, l'autrice ci presenta tutti i componenti della famiglia Cossu, evidenziando le diverse personalità e l'evolversi della loro vita. Attraverso la narrazione semplice e delicata, ci permette di entrare in punta di piedi all'interno della famiglia e sentirci parte di essa, vivendo con emozione tutti gli avvenimenti che si susseguono via via negli anni.
Spesso la voce narrante cambia durante lo sviluppo della storia e questo confonde il lettore, perché non sempre riesce a individuare colui che sta parlando. Personalmente avrei dato delle indicazioni storiografiche precise, in modo da inserire la trama nel giusto contesto storico, per comprendere meglio la mentalità dell'epoca e dei rapporti familiari che si snodano nel romanzo.
Tutto ciò non toglie nulla all'intensità della storia, quindi prendete il libro, sedetevi e trovate una posizione comoda e poi perdetevi tra i ricordi della famiglia Cossu.
Buona lettura!!



(Marianna Di Bella)

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